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Paranthropus
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mwbamwbqParanthropus (mwbgBroom, 1938)cite-ref-1[1] è un mwcwgenere mwdaestinto di mwdqominidi, vissuto in mwdgAfrica centro-orientale fra i 2,8 e circa 1 milione di anni fa, tra la fine del mwdwPliocene e il mweamedio Pleistocene.cite-ref-nyayanga-2-0[2].

Contents

Storia
Note

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Storia

Nel mwga1938 lo studente Gert Terblanche rinvenne a mwgqKromdraai, sito fossilifero a circa 70 km da mwggPretoria, una parte di mwgwcranio ed una mwhamandibola completa di un ominide, in seguito denominato mwhqTM 1517; i resti vennero analizzati dal mwhgpaleontologo mwhwscozzese mwiaRobert Broom, che ne ipotizzò l'appartenenza a una nuova specie, da lui denominata mwiqParanthropus robustus. Da allora il sito archeologico e l'area circostante fu oggetto di diverse campagne di scavo che, al 1988, portarono alla scoperta di sei ominidi. Oggi l'area, nota come mwigCulla dell'umanità, è mwiwPatrimonio dell'umanità.cite-ref-paleobiology-3-0[3]

Il 17 luglio mwkq1959, i coniugi mwkgMary Leakey e mwkwLouis Leakey rinvennero nella mwlagola di Olduvai, in mwlqTanzania, i resti fossili di un esemplare di un ominide: nei pressi dell'esemplare vennero rinvenuti anche degli utensili risalenti all'mwlgOlduvaiano e delle ossa animali con segni di scarnificazione. I due, comparando i resti con quelli all'epoca noti, appartenenti alla famiglia degli mwlwaustralopitecidi e a quella degli mwmaParanthropus robustus, arrivarono alla conclusione che l'omonide da loro ritrovato appartenesse ad una nuova specie, da loro ribattezzata mwmqZinjanthropus boisei, da mwmgzinj, parola mwmwaraba indicante la costa orientale dell'Africa, e da Charles Boise, finanziatore della spedizione.cite-ref-4[4] La proposta non fu accolta dalla comunità scientifica, ed inizialmente il reperto, noto come mwoaAustralopithecus boisei, inizialmente venne inserito al genere Australopithecus, e successivamente a quello mwoqParanthropus boisei.cite-ref-5[5]

Nel 1968, i paleontologi francesi Camille Arambourg e mwqaYves Coppens descrissero il mwqqParaustralopithecus aethiopicus sulla base di una mandibola senza denti (reperto denominato Omo 18) ritrovata nella Formazione Shungura in mwqgEtiopia.cite-ref-6[6] Nel 1986, dopo la scoperta del cranio denominato mwrwKNM WT 17000, ritrovato vicino al lago Turkana in Kenya, lo classificarono come mwsaParanthropus aethiopicus.cite-ref-7[7] Questa classificazione è ancora discussa, da quanti ritengono che sia assimilabile al Paranthropus boisei.cite-ref-8[8]

Nel 2017 fu ritrovato a mwugNyayanga, vicino al mwuwlago Vittoria, un grande molare di ominide, identificato come appartenente al genere mwvaParanthropus; il reperto era stato ritrovato insieme a resti ossei di antichi ippopotami, e a un mucchio di pietre scheggiate, che la scopritrice Emma Finestone riconobbe come strumenti mwvqolduvaiani. La successiva datazione ha posto a 2,8 milioni di anni fa l'età dei reperti ritrovati (con una varianza tra 2,58 e 3,03 milioni di anni fa), i più antichi ad oggi riferibili all'Olduvaiano.cite-ref-nyayanga-2-1[2]

Nel 2026 un fossile di mandibola, mwwwMLP-3000, attribuito ad un individuo della specie, è stato ritrovato nel sito di mwxaMille-Logya, nel mwxqtriangolo di Afar in mwxgEtiopia, al momento il ritrovamento più settentrionale riferito a questo genere di ominidicite-ref-1-9-0[9]cite-ref-10[10].

Tassonomia

Il nome del mwaqgenere deriva dalla combinazione del prefisso mwaggreco mwawpara- ("accanto") con la parola mwbagreca mwbqἄνθρωπος (mwbgànthrōpos, "mwbwuomo"): la traduzione del termine mwcaParanthropus è pertanto "accanto all'uomo", con riferimento al fatto che tutte le specie ascritte a questo genere sono vissute attorno ai 2 milioni di anni fa in zone dove ai tempi stavano affermandosi le prime specie del genere mwcqHomo.

Tuttavia, fra gli studiosi è ancora dibattuta la necessità, o meno, di accorpare il genere mwcwParanthropus a quello dell'mwdaAustralopithecus, del quale potrebbe essere una sorta di continuazione. Di fatto, fino alla fine degli mwdqanni novanta, i membri del genere venivano classificati come mwdgAustralopithecus, mentre attualmente la loro classificazione come mwdwParanthropus è generalmente accettata come correttacite-ref-11[11]cite-ref-12[12]

Al genere vengono ascritte tre specie:cite-ref-13[13]


Di seguito l'mwkaalbero filogenetico secondo uno studio del 2019:cite-ref-14[14]

Per un'altra ipotesi, formulata precedentemente, si pensa che essi rappresentino una biforcazione della linea evolutiva degli australopitechi, che da un lato ha portato agli mwlwHomo primitivi, mentre dall'altro è continuata nei mwmaParanthropuscite-ref-15[15].

Evoluzione

I primi ominidi ascrivibili al genere mwnwParanthropus apparvero 2,8 milioni di anni facite-ref-nyayanga-2-2[2], per poi estinguersi senza lasciare tracce attorno a un milionecite-ref-0-16-0[16] di anni fa: ciò vuol dire che mentre le specie di mwqaAustralopithecus si estinsero prima o poco dopo l'apparizione dei primi esponenti del genere mwqqHomo (mwqgmwqwHomo habilis, mwramwrqHomo ergaster, perfino mwrgmwrwHomo erectus), i mwsaParanthropus appaiono nei giacimenti fossiliferi in concomitanza con questi ultimi e vivono assieme ad essi, percorrendo un proprio ramo evolutivo parallelo.

Morfologia

A livello corporeo, il mwswdimorfismo sessuale nelle dimensioni corporee era simile a quello dei mwtascimpanzé, ovvero più marcato di quello osservabile negli esseri umani moderni.cite-ref-bodies-17-0[17] I mwuqParanthropus rimanevano molto simili agli australopitechi, fatta eccezione per le maggiori dimensionicite-ref-ancestor-18-0[18]cite-ref-19[19]; comparati all'uomo moderno, la loro dimensione corporea variava da piccola a media.cite-ref-bodies-17-1[17]

Le specie del genere mwxwParanthropus avevano mwyapostura eretta ed andatura mwyqbipede: misuravano circa 130-150 cm d'altezza ed avevano un corpo tozzo e muscoloso. Le mani erano munite di pollici opponibili che consentivano una presa sicura e anche movimenti di precisionecite-ref-20[20], mentre l'opponibilità del pollice del mwzgpiede era andata perduta gıà per meglio supportare l'andatura eretta.L'alluce simile a quello dell'uomo moderno, suggerisce una postura del piede e un'ampiezza di movimento simili a quelle umane, ma l'articolazione della caviglia più distale, avrebbe inibito un'andatura simile a quella dell'uomo moderno.cite-ref-21[21]

Il mw3qcranio presentava una mw3gmandibola assai sviluppata e un'accentuata mw3wcresta sagittale (simile a quella dei mw4agorilla) per supportare l'attaccatura di imponenti muscoli temporali: i mw4qcanini sono poco sviluppati, mentre mw4gpremolari e mw4wmolari appaiono grandi e muniti di mw5asmalto ispessito. Queste caratteristiche hanno fatto ipotizzare che seguissero una mw5qdieta principalmente vegetariana, a base di radici, frutta e semicite-ref-22[22].
Il palato particolarmente spesso, viene generalmente spiegato come un adattamento per resistere all'elevata forza del morso; per un'ipotesi alternativa è invece la conseguenza dell'allungamento del viso, e dell'anatomia del setto nasale.cite-ref-23[23]

Il volume della scatola cranica era in media di circa 500 cm3, paragonabile a quello dei più piccoli tra gli australopitechi, ma più piccolo di quello dellmw8a'mw8qHomo sapiens:cite-ref-24[24] per questo motivo, si ritiene che le specie del genere mw9gParanthropus quasi certamente non avessero un mw9wlinguaggio, mentre non si è sicuri se questi ominidi fossero soliti utilizzare utensili (sono stati ritrovati utensili in pietra nei pressi di fossili di mw-aParanthropus, ma non si sa se questi fossero stati fabbricati da questi ultimi o dai contemporanei mw-qHomo) oppure avessero imparato a controllare il mw-gfuoco (vi sono correlazioni dirette fra il fuoco e questi ominidi, ma gli indizi in proposito sono pochi e ben si prestano a ingenerare confusionecite-ref-25[25]).

Comportamento

Rispetto agli mwaqeAustralopithecus e agli mwaqiHomo, questi ominidi apparivano meno propensi a vivere nella mwaqmsavana, preferendo invece le zone ricoperte da boscaglia o foresta. Anche la loro dieta ne pregiudicava l'adattabilità a nuovi ambienti, in quanto i mwaqqParanthropus erano spiccatamente vegetariani, fattore questo che ne ha con molta probabilità pregiudicata l'espansione geograficacite-ref-ancestor-18-1[18].

I parantropi erano mwaqomangiatori generalisti, ma la loro dieta sembra variare notevolmente a seconda della posizione. Il mwaqsP. robustus sudafricano sembra essere stato un onnivoro, con una dieta simile alle specie di mwaqwHomo sue contemporaneecite-ref-26[26] e quasi identica al successivo mwareH. ergastercite-ref-27[27], e viveva principalmente di piante della savana e piante forestali, il che può indicare cambiamenti stagionali nella dieta, o migrazioni stagionali dalla foresta alla savana. Nei periodi di magra potrebbe essere ricaduto su cibi fragili.

Il mwarcP. boisei dell'Africa orientale, d'altra parte, sembra essere stato in gran parte erbivoro. Le sue potenti mascelle gli permettevano di consumare un'ampia varietà di piante diverse, anche se potrebbe aver preferito largamente i tuberi ricchi di sostanze nutritive.cite-ref-28[28]

Queste convinzioni sono state messe in discussione in seguito ai ritrovamenti di mwar0Nyayanga, dove i due denti di mwar4Paranthropus, associati ad ossa di ippopotamo e strumenti litici utilizzabili per lavorare alimenti, come piante, carne e midollo osseo, potrebbero indicare che avessero una dieta più varia di quanto ad oggi ipotizzatocite-ref-nyayanga-2-3[2]cite-ref-29[29], e a quelli di Mille-Logya nel nord dell'Etiopia, che hanno ampliato notevolmente l'areale di questo generecite-ref-1-9-1[9].

Inoltre, la copresenza dei due denti a strumenti litici olduvaiani ha portato alcuni studiosi a ipotizzare, che gli strumenti propri della tecnologia litica dell'olduvaiano potessero essere, se non prodotti, quantomeno utilizzati dai mwaswParanthropuscite-ref-30[30]cite-ref-31[31].

Localizzazione

Robustus

• mwatoSwartkrans, situato a circa 40 chilometri da mwatsJohannesburg in mwatwSudafrica, che fa parte del mwat0patrimonio dell'umanità dell'mwat4UNESCO denominato mwat8Culla dell'umanità.cite-ref-cradle-32-0[32] Qui sono stati ritrovati fossili riferibili allmwauq'mwauumwauyhomo erectus ed ad oltre cento ominidi del genere mwaucParanthropus robustus,cite-ref-33[33] tra i quali il più mwauwgiovane attualmente ritrovato, datato ad un periodo compreso tra 1 milione e 600.000 anni fa.cite-ref-34[34]
• mwaviKromdraai, situato a circa 40 chilometri da mwavmJohannesburg in mwavqSudafrica, che con mwavuSwartkrans, distante appena 2 chilometri, fa parte della Culla dell'umanitàcite-ref-cradle-32-1[32]. Nel 1938 vi fu trovato il teschio che sarebbe poi diventato l'mwavoolotipo del mwavsParanthropus robustuscite-ref-broom-35-0[35].

Aethiopicus

• mwawqLomekwi, poco ad ovest del mwawuLago Turkana in Kenyacite-ref-36[36], dove nel 1985 è stato ritrovato il fossile mwawoKNM WT 17000, noto come mwawsil cranio nero, un cranio fossilizzato di mwawwP. aethiopicuscite-ref-37[37].

Boisei

• mwaxuGola di Olduvai in mwaxyTanzania, dove nel 1959 è stato ritrovato il mwaxccranio che ha dato il nome alla specie.
• mwaxkPeninj in Tanzania, dove nel 1964 fu trovato il fossile di mandibola di un adulto di sesso maschile, di quella che sarà la seconda evidenza di mwaxoP. boiseicite-ref-fossils-38-0[38].
• mwayaKoobi Fora, un'area archeologica nei pressi del mwayelago Turkana in Kenyacite-ref-museo-39-0[39], dove a partire dal 1969, tra i fossili di diversi ominidi, ne furono ritrovati anche di mwayyP. boiseicite-ref-40[40].
• mwaywKonso, situato vicino l'mway0omonima città in mway4Etiopia. Qui è stata ritrovata la prima calotta cranica con associata la mascella inferiore di un mway8Paranthropus boisei, fossile reperto come mwazaKGA 10-525, cui è stata attribuita un'età di circa 1,4 milioni di anni.cite-ref-41[41]

Note

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Collegamenti esterni

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